Eduardo De Filippo

 

Eduardo De Filippo nasce a Napoli il 24 maggio 1900 da Luisa De Filippo figlia di commercianti di carbone e da uno dei commediografi e attori più famosi del tempo: Eduardo Scarpetta.  I due non sono sposati, Eduardo è infatti marito di Rosa De Filippo, zia di Luisa. Scarpetta ha già tre figli: Vincenzo, Domenico (nato probabilmente da una relazione di Rosa con il re Vittorio Emanuele II), Maria (nata dalla relazione di Eduardo con una maestra di musica). Luisa metterà al mondo: nel 1898 Annunziata (Titina), Eduardo e  nel 1903 Giuseppe (Peppino).

Eduardo, come sua sorella e suo fratello, calca il palcoscenico fin da bambino: il 6 febbraio 1906 infatti al Teatro Valle di Roma partecipa alla parodia dell’operetta La geisha di Sidney Jones. Il debutto vero e proprio sarà nel 1911 quando sul palcoscenico del Teatro Mercadante di Napoli reciterà la parte di Peppiniello in Miseria e nobiltà.

Interrotti gli studi e, sebbene la mamma non approvi, si dedica totalmente al teatro entrando nella compagnia del fratellastro Vincenzo.

Dopo il servizio militare, fonda la Compagnia Comica napoletana diretta da Eduardo De Filippo, Titina è la prim’attrice.

Nel 1931 i tre fratelli creano la Compagnia del Teatro Umoristico di Eduardo De Filippo (ribattezzata Teatro Umoristico i De Filippo), che si scioglierà nel 1944.

Con la compagnia Il Teatro di Eduardo con Titina De Filippo, nel 1945 mette in scena Napoli milionaria! al Teatro San Carlo di Napoli.

Dopo la fine del suo matrimonio con l’americana Dorothy Pennington, sposata il 10 dicembre 1928, si unisce ad una giovane attrice piemontese Enrichetta Thea Prandi che gli darà due figli: Luca e Luisella.

Nel 1948 Eduardo compra le macerie di un antico teatro napoletano, il San Ferdinando che aprirà nel 1954 con Palummella zompa e vola di Antonio Petito. Il 24 maggio 1955 con Questi fantasmi! rappresenta l’Italia al 2me Festival International d’Art Dramatique de la ville de Paris: il successo è clamoroso. Nel 1960 muore all’improvviso sua figlia Luisa e l’anno seguente anche Thea da cui era ormai separato. La voglia di fermarsi, di arrendersi è grande tanto più che il suo progetto, l’impresa San Ferdinando è in crisi: le spese preventivate per il teatro si moltiplicano anche per le mutate condizioni di mercato e per le tasse e imposte varie che non gli danno tregua. Il teatro chiude i battenti il 7 maggio 1961, verrà riaperto solo nel 1964 grazie alla collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano.

Il 18 dicembre l’Accademia Nazionale dei Lincei conferisce al commediografo partenopeo il premio Feltrinelli per il Teatro.

Nel 1977 a Napoli, il sindaco ed amico Maurizio Valenzi celebra il matrimonio tra Eduardo e Isabella Quarantotti, sua compagna da anni. Scrittrice e traduttrice, madre dell’attrice Angelica Ippolito, Isabella gli sarà accanto fino alla morte. Il 22 giugno dello stesso anno a Spoleto va in scena l’opera lirica Napoli milionaria!. A luglio gli viene conferita a Birmingham la laurea in lettere honoris causa.

18 novembre 1980 la laurea gli verrà assegnata anche dall’Università di Roma La Sapienza.

Nel 1981 firma la regia dell’opera di Vincenzo Scarpetta La donna è mobile con la quale debutta la Compagnia di teatro di Luca De Filippo. Il 26 settembre 1981 il presidente della Repubblica Sandro Pertini lo nomina senatore a vita. In questi anni Eduardo regala una straordinaria traduzione della Tempesta di Shakespeare in napoletano seicentesco che verrà registrata in audio con le musiche di Antonio Sinagra.

Come senatore si dedica con forte impegno alla lotta contro la delinquenza minorile per una legge che salvaguardi i minori a rischio di emarginazione e devianza: grazie a lui la loro voce entra per la prima volta in Parlamento; la legge regionale n. 41 del 1987 che verrà denominata “legge Eduardo” arriverà un anno prima della riforma del codice di procedura penale. Nello sceneggiato televisivo Cuore di Luigi Comencini recita il ruolo del maestro Crosetti: è la sua ultima interpretazione.

Il 15 settembre 1984 è a Taormina per il conferimento del premio Una vita per il teatro. Il suo discorso sarà il suo testamento artistico. Il 26 settembre è ricoverato in clinica, muore a Roma il 31 ottobre.

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