Non può essere sempre estate

31 ottobre 2019

Chiara Stella, Domenico e Alessio hanno 15 anni, e tutti i lunedì vanno a fare le prove di teatro al Centro Asterix, uno spazio ricreativo con dentro un piccolo teatro che si trova a San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia Est di Napoli. I tre vengono da lì vicino: Ponticelli, Barra e lo stesso San Giovanni. Devono prepararsi per mettere in scena Vincenzo De Pretore, una commedia di Eduardo De Filippo. Nicola, il regista dello spettacolo, ha proposto loro questo testo per un motivo: rispecchia le condizioni di vita di alcuni ragazzi e rappresenta delle possibili realtà con le quali si confrontano quotidianamente. Il film segue da vicino le relazioni tra i ragazzi e i loro maestri, durante i quali Nicola, sprona i ragazzi a guardarsi dentro e affrontare la vita in maniera cosciente e soprattutto serena. Le loro storie, le necessità e i caratteri di Chiara Stella, Domenico e Alessio emergeranno attraverso crisi, successi e ripensamenti; si avvicineranno tra loro grazie ai metodi e alla regia di Nicola e attraverso le improvvisazioni sul palcoscenico. Il teatro così diventa uno spazio di confronto e di autoanalisi. Con l’avvicinarsi del debutto i nostri protagonisti supereranno le loro barriere interi ori ed usciranno allo scoperto raccontandosi.

La proiezione del film si terrà il giorno 31 ottobre 2019, ore 17:00, presso la sede della Fondazione Eduardo De Filippo

Questo film nasce dall’esigenza di raccontare un momento specifico della vita di ogni essere umano: l’adolescenza, in questo caso in un contesto limite come quello della periferia di Napoli, cercando però di dare a questa fase uno sguardo positivo, volto al futuro, alla necessità e al diritto di essere felici. Quello a cui assistiamo sono le vite dei ragazzi, i loro dubbi, le loro gioie e le loro insicurezze. Queste vengono messe in scena sul palcoscenico del Centro Asterix, uno dei pochi spazi ricreativi comunali del la periferia orientale di Napoli animato dal lavoro di operatori sociali e da associazioni. È proprio su quel palcoscenico, mentre il teatro prende forma, che quelle vite e quei sentimenti emergono e vengono rese esplicite. Ciò avviene perché la rappresentazione è più forte della realtà stessa che i ragazzi vivono quotidianamente, ma anche, lo scopriamo unitamente allo sviluppo del racconto, perché questi ragazzi hanno una innata propensione e intelligente capacità di mettersi in scena.

I loro volti e quelli degli educatori catturano lo sguardo dello spettatore e lo conducono attraverso un racconto attento e intimo, e che delinea perfettamente una dinamica controversa e dibattuta: quella che pone a confronto due generazioni che hanno volontariamente deciso di venirsi incontro, mossi da necessità, speranza, gioia e ambizione. Attraverso la scelta dei primi piani si riconoscono e ci si immedesima nelle emozioni dei tre protagonisti: Chiara Stella, Domenico e Alessio. Dall’altra parte il film ricerca l’ansia e la premura di una generazione cresciuta in un altro modo e in un altro mondo: quella degli educatori, nello specifico di Nicola, pronto a rincorrere e a ricercare un modo per andare incontro ai ragazzi che si danno per persi, o per trovare il metodo adeguato per capirli e farli crescere. Il film non fa un excursus didascalico su quello che è il Centro Asterix o sul lavoro degli educatori. Tutte le situazioni avvengono dentro e fuori il Centro Asterix e sono appartenenti al presente e al vissuto dei personaggi. Abbiamo scelto un approccio per cui la presenza della camera risulta osservatrice e complice dei loro movimenti ma non invasiva, volta a suggerire lo stretto legame tra no i e i personaggi filmati. I temi legati alle dinamiche adolescenziali sono esplorati attraverso gli scambi e le relazioni tra i ragazzi durante le improvvisazioni, tra una prova e l’ alt ra e fuori dal teatro. Il film non ha un punto di attenzione preciso o una visione oggettiva della condizione adolescenziale in generale. Si evitano i pregiudizi, ogni personaggio si racconta attraverso il teatro e la relazione con i suoi compagni. È pertanto un film corale, ma che presenta attenzione all’evoluzione dei tre personaggi principali rappresentandoli da vicino, spesso proprio dentro la scena teatrale.

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